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L’osteopatia e l’artrosi al ginocchio

L’osteopatia e l’artrosi al ginocchio

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L’artrosi al ginocchio, o per meglio dire “gonartrosi”, è una problematica cronica molto comune fra alcuni nostri pazienti, i quali molto spesso ci confessano una loro grande e comprensibile paura già dai primi momenti della visita: “Ho paura che per far passare questo dolore dovrò per forza operarmi. Lei cosa mi consiglia di fare?”.

Innanzitutto bisogna chiarire il fatto che la possibilità di fare diagnosi non rientra fra le competenze professionali dell’osteopata, tantomeno la decisione di sottoporre un paziente ad intervento chirurgico.
Possiamo invece dire che l’osteopata è in grado di effettuare un’approfondita valutazione palpatoria a livello dell’articolazione del ginocchio, prendendo in considerazione elementi come la mobilità, la consistenza del tessuto fasciale e muscolare e (non ultimo) la sensazione del paziente in relazione al tocco di specifiche aree anatomiche dell’arto inferiore.

Una volta accertata la possibilità per l’osteopata di agire in sicurezza, in relazione agli elementi clinici emersi durante l’intervista anamnestica, l’osteopatia ha un ruolo molto importante nella gestione di questa problematica. Infatti, l’osteopatia rientra fra le cosiddette terapie “conservative”, ossia tutte quelle terapie che vengono consigliate al paziente prima di sottoporsi all’intervento chirurgico.

Bene inteso, l’osteopata non ha una posizione preconcetta rispetto all’intervento chirurgico. Infatti, a volte esistono delle presentazioni cliniche in cui l’approccio chirurgico è assolutamente necessario. Tuttavia, viste le possibili controindicazioni, è sempre bene valutare se il paziente possa avere un miglioramento della sintomatologia tramite un approccio conservativo.

L’osteopata è quindi in grado di effettuare delle tecniche di mobilizzazione attiva del ginocchio così da supportare la vascolarizzazione ed il drenaggio dell’articolazione. Il trattamento osteopatico può avere un ottimo effetto sulla riduzione del dolore, favorendo la ripresa delle attività quotidiane e sportive.

Eppure il lavoro dell’osteopata non si limita al solo approccio manuale, relativo alla mobilizzazione. Infatti, una buona parte della visita è dedicata alla comunicazione con il paziente. Durante questi colloqui, l’osteopata cerca di individuare credenze, paure e comportamenti che possono sfavorire il processo terapeutico manuale vero e proprio.
L’obiettivo è quindi cercare di aiutare il paziente a prendere consapevolezza delle sue risorse e sfruttarle per potenziare l’effetto del trattamento osteopatico.
Questo può avvenire per esempio, individuando stili di vita particolarmente sedentari, invitando il paziente a fare dell’attività fisica aerobica moderata, oppure proponendo la costruzione di un approccio multidisciplinare che coinvolga anche altri specialisti.

Il fatto che con l’età si sviluppino delle problematiche relative all’artrosi è una cosa normalissima. L’importante, come sempre, è che si instauri un rapporto di collaborazione e fiducia fra l’osteopata ed il paziente. Questo per noi è un elemento fondamentale, che trova sempre grandissimo apprezzamento fra i nostri pazienti.

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