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Come si fa a capire se l’osteopata è bravo?

Come si fa a capire se l’osteopata è bravo?

L’Osteopatia viene scelta sempre di più dagli italiani per affrontare e risolvere diverse problematiche e ci sono sempre più Osteopati sul mercato. In assenza di un percorso formativo italiano (in via di definizione), come fare a capire da quale Osteopata andare?
Per capire come valutare un Osteopata e sapere se merita fiducia da parte di un paziente, è necessario fare attenzione ad alcuni elementi riconducibili a tre fasi ben distinte.

Fase 1: prima della visita

Immaginate di avere un disturbo muscoloscheletrico. Sapete che avete bisogno di un Osteopata, ma non avete la minima idea di chi contattare tra i tanti che trovate su internet. Un elemento fondamentale da prendere in considerazione è il curriculum, ossia capire se il professionista che avete individuato ha portato a termine un percorso formativo certificato in ambito osteopatico. Quindi se il vostro ipotetico Osteopata di riferimento afferma di possedere un diploma in osteopatia (detto D.O.) o anche un titolo accademico (Bachelor o Master), allora siete di fronte ad un osteopata che dovrebbe avere degli elevati standard di professionalità.
Ad esempio, al Centro di Medicina Osteopatica i nostri osteopati tirocinanti hanno già conseguito un Bachelor (l’equivalente di un percorso di laurea triennale in Italia) e stanno lavorando per conseguire il Master of Science (come laurea magistrale italiana) mentre i nostri Tutor sono Osteopati pluri-titolati, con specializzazioni in ambiti specifici (pediatrico, ginecologico, sportivo ecc.) e in insegnamento clinico.
Come ulteriore garanzia del fatto che il professionista abbia seguito un percorso formativo di qualità, potete verificare se l’osteopata è iscritto al Registro degli Osteopati d’Italia (ROI), un ente che rappresenta la maggior parte degli osteopati a livello nazionale.
Il ROI fornisce anche uno strumento multimediale, liberamente consultabile, per rintracciare i propri Osteopati affiliati tramite nome, città o provincia: www.registro-osteopati-italia.com

Fase 2: durante la visita

A questo punto avete identificato il vostro Osteopata e vi trovate nel suo studio durante la prima visita. Un osteopata qualificato dedicherà una buona parte della visita a porvi domande circa il vostro stato di salute (anamnesi), consulterà eventuali referti derivanti da consulti pregressi, ed effettuerà diverse valutazioni relative al modo in cui riuscite a muovere alcune parti del corpo (come schiena, braccia e gambe). Questo servirà a cercare di capire se il vostro disturbo è effettivamente di competenza osteopatica o necessita di un parere medico. Inoltre, un bravo Osteopata vi coinvolgerà attivamente in qualsiasi parte della visita, concorderà con voi il percorso terapeutico e vi spronerà a fare domande. Questo è quello che facciamo negli ambulatori del Centro di Medicina Osteopatica (leggi come si svolgono le visite). Diffidate da chi vi fa solo due banali domande anagrafiche e poi vi fa mettere subito sul lettino.

Fase 3: dopo la visita.

Ovviamente quello che ci si aspetta è che l’Osteopata con cui state lavorando abbia portato un qualche miglioramento al vostro stato di salute. Tuttavia fate molta attenzione al fatto che anche in questa fase un buon osteopata dovrà coinvolgervi per comprendere il vostro punto di vista, come per esempio se il vostro livello di dolore percepito è diminuito e se è migliorata la vostra qualità di vita. Infatti, il punto di vista del terapista è tanto importante quanto le sensazioni del paziente circa il suo benessere (fisico, emotivo e sociale).
Nel caso in cui non vedeste alcun miglioramento, la cosa fondamentale è che l’Osteopata sia in grado di ragionare assieme a voi sui motivi alla base di questa situazione ed eventualmente proporvi delle strategie terapeutiche alternative che coinvolgano altri professionisti (come il fisiatra, lo psicoterapeuta, il gastroenterologo ecc).

 

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